Patologie della Spalla
Fratture della Clavicola
Anatomia funzionale della clavicola
La clavicola è un osso lungo, a forma di S italica, che connette lo sterno (medialmente) con l’acromion della scapola (lateralmente), contribuendo alla stabilità e alla mobilità della spalla. Ha la funzione di connettere l’arto superiore al torace, stabilizza la spalla e protegge importanti strutture neurovascolari come la vena e arteria succlavia ed il plesso brachiale).
Suddivisione anatomica:
- Terzo mediale (5%)
- Terzo medio (≈ 80%) ← più soggetto a fratture
- Terzo laterale/distale (15–20%)
Epidemiologia
Le fratture di clavicola sono relativamente frequenti nei bambini e nei giovani a seguito di cadute e traumi sportivi. Negli adulti sono conseguenza spesso di incidenti stradali. In particolare sono rappresentano il 2-5% di tutte le fratture ed il 35-45% delle fratture della spalla.
Meccanismo di lesione
- Trauma diretto sulla spalla (es. caduta laterale) → meccanismo più frequente
- Trauma indiretto da caduta su braccio esteso
- Forze muscolari che contribuiscono al dislocamento sono:
- Sternocleidomastoideo tira medialmente e superiormente
- Pettorale, deltoide e peso dell’arto spostano il frammento laterale in basso e medialmente

Classificazioni
Classificazione anatomica di Allman modificata:
- Tipo I – Terzo medio (diafisaria): 75–80% delle fratture di clavicola
- Tipo II – Terzo distale: 15–20% delle fratture di clavicola
- Tipo III – Terzo mediale: <5% delle fratture di clavicola
Classificazione di Neer (per fratture distali o laterali):
- Tipo I: distali, ma con legamenti coraco-claveari integri → generalmente stabili
- Tipo II: rottura dei legamenti CC → instabili, con elevato rischio di scomposizione e pseudoartrosi
- IIA: tra legamenti CC e AC
- IIB: mediale rispetto ai legamenti
- Tipo III: fratture articolari coinvolgenti AC
- Tipo IV/V: pediatriche e comminute

Diagnosi
La diagnosi è spesso facile. Un trauma diretto o una caduta a cui segue un dolore localizzato alla clavicola, con deformità visibile e palpabile, limitazione funzionale dell’arto superiore. Tipico è l’atteggiamento di difesa del paziente che tende a sorreggere con l’altra mano il braccio del lato di frattura. All’esame obiettivo si avrà una palpazione dolorosa, una mobilità dolorosa del cingolo scapolare e dovrà essere eseguito un’attenta valutazione neurovascolare per escludere lesione del plesso brachiale e dei nervi della spalla, possibili nei traumi ad alta energia.

Esami Strumentali
- RX standard: AP clavicolare + proiezione a 15–20° craniale
- RX proiezione Zanca (per il terzo laterale)
- TC con ricostruzione 3D: utile per pianificazione chirurgica (scomposizione, frammenti, compromissione articolare) ed escluderre concomitanti fratture di scapola
- Ecografia o RMN in caso di dubbi o sospette lesioni associate

La gestione delle fratture di clavicola richiede una valutazione personalizzata, basata su:
- Tipo e grado di scomposizione
- Attività e aspettative funzionali del paziente
- Età e comorbidità
- Rischio di complicanze
Trattamento conservativo
Indicazioni:
- Fratture non scomposte o minimamente scomposte
- Nessuna minaccia neurovascolare o cutanea
- Assenza di fratture di scapola
Pazienti non sportivi o con basso fabbisogno funzionale
Modalità:
- Bendaggio a 8, oppure tutore a braccio
- Riposo in tutore per 4 settimane, poi fisioterapia progressiva
- Consolidamento radiografico in almeno 6–8 settimane
- Ritorno alle attività leggere: 4-6 settimane
- Ritorno a Sport di contatto: 8–12 settimane
Rischi:
- Malunione sintomatica
- Deformità estetica del profilo osseo della clavicola
- Pseudoartrosi (più frequente in fratture scomposte, terzo distale tipo II)
Trattamento chirurgico
Indicazioni:
- Esposizione cutanea, compromissione vascolare
- Fratture con evidente deformità
- Scomposizione >2 cm (sovrapposizione significativa in accorciamento)
- Fratture pluriframmentarie
- Fratture tipo II di Neer
- Fallimento del trattamento conservativo
- Atleti e lavoratori manuali
Solitamente l’intervento chirurgico viene eseguito attraverso tecniche di riduzione e osteosintesi con placca anatomica in compressione (LCP). Esistono infatti in commercio speciali placche dedicate alle fratture di clavicola. Sono placche preformate in modo anatomico, così da potere essere posizionate nella clavicola riproducendone il profilo anatomico. Rispetto al trattamento conservativo permette:
- Ripristino del normale profilo anatomico della clavicola
- Ripristino della normale lunghezza della distanza spalla-torace
- Mobilizzazione precoce
- Basso rischio di pseudoartrosi
- Complicanze rare ma possibili: infezione, dolore residuo, pseudoartrosi, necessità di rimozione placca
Oggi, l’indicazione chirurgica è sempre più frequente in caso di fratture scomposte, con ottimi risultati funzionali se trattate in centri esperti.


