Patologie del gomito
Gomito Rigido
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Patologie della Spalla
Artroscopia

Cos'è il Gomito Rigido?
- Acuta, ad esempio a causa di una deformità ossea in seguito a una frattura mal guarita.
- Progressiva, sviluppandosi negli anni.
Cause della rigidità del gomito
Le due cause principali della rigidità sono:
- Alterazioni anatomiche dell’articolazione (es. ossa deformate, aderenze, fratture mal consolidate).
- Perdita di elasticità dei tessuti molli che circondano l’articolazione (capsula articolare, legamenti, muscoli).
Spesso entrambe le cause coesistono, con prevalenza di una sull’altra a seconda dei casi.
La causa più comune è di origine traumatica, come:
- Lussazioni del gomito, anche quelle cosiddette “semplici” (non associate a fratture). Anche queste lesionano legamenti e capsula articolare, sia anteriormente che posteriormente. Durante la guarigione, si forma tessuto cicatriziale che altera l’elasticità normale dei tessuti, limitando il movimento.
- Fratture, che possono determinare rigidità per una consolidazione anomala oppure per la formazione di tessuto fibroso post-traumatico o post-chirurgico. Questo ostacola il normale scorrimento di muscoli, tendini e legamenti.
Diagnosi
La diagnosi viene eseguita da uno specialista ortopedico, basandosi su:
- Esame clinico: valutazione dell’arco di movimento, della rigidità, dell’eventuale instabilità e del dolore durante i movimenti.
- Esami strumentali, tra cui:
- Radiografie per valutare l’osso.
- TC per approfondire la morfologia articolare.
- RMN per studiare i tessuti molli (muscoli, tendini e legamenti).
Trattamento conservativo riabilitativo
Riabilitazione conservativa
Nelle fasi iniziali, per esempio dopo un trauma o un intervento chirurgico, è comune osservare una perdita temporanea di movimento. In questi casi, una corretta e tempestiva riabilitazione può migliorare notevolmente la situazione.
La riabilitazione deve essere:
- Graduale e delicata, per non aumentare l’infiammazione.
- Affiancata a trattamenti per i tessuti molli, come:
- massaggi linfodrenanti;
- massaggi decontratturanti su muscoli e fasce;
- terapie fisiche strumentali (es. tecarterapia) con azione antinfiammatoria e drenante.
Gli esercizi fisioterapici devono arrivare al limite del dolore senza superarlo.
Una buona fisioterapia può causare una lieve dolenzia temporanea, ma non deve provocare un’infiammazione duratura.
In molti casi è utile l’uso di tutori su misura, studiati per migliorare sia la massima flessione che la massima estensione del gomito. È fondamentale che il paziente sia parte attiva nel seguire il protocollo riabilitativo.
Trattamenti chirurgici
Se la rigidità persiste nel tempo o non migliora nonostante un’adeguata fisioterapia, può rendersi necessario un intervento chirurgico. L’obiettivo della chirurgia è rimuovere i fattori che limitano il movimento, ricreare una buona congruenza articolare, asportare la fibrosi periarticolare e, se necessario, eseguire una ricostruzione legamentosa.
Esistono due approcci:
- Chirurgia artroscopica
(meno invasiva, con sonda e strumenti miniaturizzati): indicata soprattutto nei pazienti giovani o con rigidità meno severe. - Chirurgia “aperta”
(tramite incisione): indicata nei casi più gravi, con deformità ossee marcate e coinvolgimento di legamenti, capsula e nervi.
La scelta dell’intervento verrà valutata sulla base delle caratteristiche di singolo caso.
Riabilitazione post-operatoria
Dopo l’intervento, è fondamentale iniziare subito un ciclo di fisioterapia intensiva e mirata.
Questo serve a mantenere il movimento recuperato durante l’intervento ed evitare che si riformino retrazioni e rigidità.
La guarigione completa richiede tempo: il percorso riabilitativo deve essere proseguito con costanza per almeno 3-6 mesi.
Nei casi di rigidità cronica da molti anni (rigidità “inveterate”), può comunque persistere una limitazione residua anche dopo l’intervento.
Domande frequenti (FAQ)
L'intervento è invasivo?
Può essere artroscopico e quindi mini-invasivo, oppure a cielo aperto nei casi più complessi.
Si recupera completamente il movimento?
Non sempre completamente, ma si ottiene un miglioramento significativo e si migliora la funzione.
Quanto tempo serve per recuperare?
Si osserva un miglioramento iniziale nelle settimane successive, con un recupero progressivo nei mesi.
Serve fisioterapia dopo l'intervento?
Sì, è fondamentale sia subito dopo l’intervento sia per consolidare il risultato nel tempo.
È possibile migliorare anche dopo molto tempo?
Sì, anche nei casi cronici si possono ottenere miglioramenti con il trattamento adeguato.


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