artroscopia della spalla
Patologie della Spalla
Artroscopia della Spalla
Chirurgia Mininvasiva Ecoguidata
Patologie della Spalla
Artroscopia

Introduzione
L’artroscopia di spalla è una procedura chirurgica mininvasiva che utilizza un’ottica collegata a una telecamera e strumenti dedicati, inseriti attraverso piccole incisioni cutanee, per diagnosticare e trattare patologie dell’articolazione gleno-omerale e dello spazio subacromiale della spalla.
Negli ultimi 20 anni è diventata il gold standard per molte patologie della spalla grazie a:
• Visione ingrandita e panoramica dell’articolazione
• Possibilità di trattare patologie multiple in un’unica seduta
• Minore invasività e miglior trattamento rispetto alla chirurgia open
Anatomia rilevante per l’artroscopia
La spalla è un’articolazione complessa, comprendente:
• Articolazione gleno-omerale: sono presenti i legamenti e la capsula articolare, il tendine sottoscapolare e l’origine del tendine bicipitale
• Spazio subacromiale: dove sono presenti i tendini della cuffia dei rotatori
• Articolazione acromion-claveare
• Articolazione scapolo-toracica
• Strutture chiave visibile con l’artroscopia:
- Cuffia dei rotatori (sovraspinato, sottospinato, sottoscapolare, piccolo rotondo)
- Cercine glenoideo
- Capsula articolare e legamenti gleno-omerali
- Borsa subacromiale e sottodeltoidea
- Tendine del capo lungo del bicipite
- Articolazione e cartilagine glenoidea e della testa omerale
Indicazioni terapeutiche
L’artroscopia di spalla può essere diagnostica o terapeutica.
Tra le indicazioni più frequenti:
Patologie della cuffia dei rotatori
• Riparazione di lesioni parziali o complete del tendine sovraspinato e sottoscapolare della cuffia dei rotatori
• Debridement e acromioplastica per ridurre sindromi da conflitto. Si apre lo spazio di scorrimento dei tendini sotto l’acromion e si pulisce dall’infiammazione.
Instabilità gleno-omerale e lussazione della spalla
• Riparazione capsulo-labrale (Bankart) e riparazione di lesione di Hill Sachs (Remplissage)
• Lussazione posteriore (Reverse Bankart e Reverse Remplissage)
• Stabilizzazione avanzate con tecniche artroscopiche (es. Latarjet artroscopica in mani esperte)
Patologie del capo lungo del bicipite
• Tenotomia
• Tenodesi
Conflitto subacromiale
• Acromioplastica artroscopica
• Bursectomia
Rigidità articolare e Capsulite Adesiva (spalla congelata)
• Capsulotomia artroscopica. Si esegue una lisi della capsula restituendo mobilità alla spalla
Patologie AC
• Resezione laterale della clavicola nei casi di artrosi acromion-claveare
• Riparazione legamentosa nei casi di lussazione acromion-claveare
Lesioni cartilaginee
• Microfratture
• Debridement e pulizia articolare
• Rimozione corpi mobili
Tecnica chirurgica - Passaggi principali
1. Preparazione e anestesia
Anestesia generale o locoregionale con blocco del plesso brachiale (riduce dolore post-operatorio)
Posizionamento paziente:
- Beach chair (semi-seduto)
- Lateral decubitus con trazione
2. Portali di accesso (standard):
- Posteriore: ingresso per l’ottica, visione gleno-omerale
- Anteriore: accesso strumentale per la parte anteriore della spalla
- Laterale: per spazio subacromiale
- Portali accessori: antero-laterale, postero-laterale, Neviaser
3. Fase diagnostica
Esplorazione sistematica intra-articolare:
- Cartilagine omerale e glenoidea
- Cercine glenoideo
- Legamenti
- Tendine del bicipite e del sottoscapolare
- Cuffia dei rotatori (versante articolare)
Esplorazione dello spazio subacromiale:
- Borsa subacromiale
- Superficie esterna cuffia
- Acromion e legamento coraco-acromiale
- Articolazione acromion-claveare
4. Trattamento chirurgico
- Riparazione lesioni cuffia con ancore
- Acromioplastica con shaver e fresa motorizzata
- Tenodesi del bicipite con ancoraggi dedicati
- Stabilizzazione capsulare con ancore in caso di patologie da lussazione
5. Chiusura
- Sutura cutanea o steri-strip
- Bendaggio compressivo

Post - operatorio
- Immobilizzazione in tutore variabile (da pochi giorni a 6 settimane a seconda dell’intervento)
- Nelle riparazioni della cuffia dei rotatori meglio un tutore con cuscino in abduzione di 40°
- Protocollo riabilitativo:
1. Fase 1 (0–4 settimane): mobilizzazione passiva sul piano scapolare
2. Fase 2 (4–8 settimane): mobilità attiva assistita → attiva
3. Fase 3 (8–12 settimane): rinforzo muscolare
4. Fase 4 (>12 settimane): ritorno a sport/lavoro
Il recupero dall’intervento chirurgico artroscopico di riparazione della cuffia dei rotatori è molto variabile da persona a persona. Instaurare un trattamento fisioterapico precoce basato sulla mobilizzazione passiva della spalla è fondamentale per avere un recupero più rapido ed efficace. Nell’immediato postoperatorio verranno utilizzati antidolorifici e antinfiammatori per gestire il dolore, il quale dura circa 7-10gg.
Complicanze
Generali: infezione (rara, <0,5%)
Specifiche:
- Ri-rottura della cuffia
- Recidiva di lussazione di spalla
- Rigidità post-operatoria
- Lesioni neurologiche (nervo ascellare, sovrascapolare) rare
- Lesioni vascolari (rare)
Vantaggi rispetto alla chirurgia open
- Migliore visione intra-articolare
- Minore invasività e danno ai tessuti molli
- Migliore visualizzazione delle strutture lesionate e qualità di riparazione
- Possibilità di trattare lesioni combinate in un’unica seduta
- Recupero più rapido e minore dolore post-operatorio
Domande frequenti (FAQ)
Cos’è l’artrosi della spalla?
L’artrosi della spalla è una patologia degenerativa in cui la cartilagine dell’articolazione si consuma progressivamente, causando dolore, rigidità e perdita di movimento.
Quando è necessario mettere una protesi di spalla?
Esistono diversi tipi di protesi di spalla?
Sì, esistono principalmente due tipi di protesi di spalla. La protesi anatomica viene utilizzata quando i tendini della cuffia dei rotatori funzionano correttamente, mentre la protesi inversa è indicata quando i tendini sono lesionati o non funzionanti. La scelta dipende dalla situazione clinica del paziente.
Cos’è la protesi inversa di spalla?
È una protesi che “inverte” la biomeccanica della spalla, permettendo al muscolo deltoide di compensare la cuffia dei rotatori danneggiata. È una protesi che, grazie ad un gioco di leve, fa muovere la spalla senza bisogno dei tendini della cuffia dei rotatori
L’intervento è doloroso?
Il dolore è ben controllato grazie all’anestesia e alle moderne tecniche di analgesia post-operatoria. Dopo l’intervento, tende a diminuire progressivamente e velocemente.
Quanto dura l’intervento?
In media tra 1 e 2 ore compreso il tempo di anestesia.
Quanto tempo si resta in ospedale?
Generalmente tra i 2 e i 4 giorni, a seconda del recupero e delle condizioni del paziente.
Dopo l’intervento si deve tenere il tutore?
Sì, viene utilizzato un tutore per alcune settimane per proteggere la spalla durante la fase iniziale. Ma i movimenti leggeri, come mangiare in autonomia, curare la propria igiene e vestirsi, vengono iniziati fin da subito
Quando si inizia la fisioterapia?
La riabilitazione con fisioterapia inizia molto presto, spesso già nei primi giorni dopo l’intervento.
Quanto dura la riabilitazione?
Dipende dalle condizioni preoperatorie del paziente e dalla reazione all’intervento, ma in genere sono necessari da uno a due mesi per un iniziale e sufficiente buon recupero, fino a tre-sei mesi per il risultato completo.
Quanto movimento si recupera?
Nella maggior parte dei casi si ottiene un netto miglioramento del dolore e un buon recupero della funzione. L’obiettivo principale è tornare a una vita autonoma e senza dolore.
Si può tornare a fare sport?
Sì, ma con alcune limitazioni come evitare attività pesanti o di contatto
La protesi dura nel tempo?
Sì, le protesi moderne possono durare quindici-venti anni o più, a seconda dell’uso, dell’età e delle condizioni del paziente.
Ci sono rischi?
Come ogni intervento chirurgico esistono rischi, tra cui infezione, rigidità e altre complicanze, ma nei centri specializzati sono relativamente rari.
Si può evitare l’intervento?
Nelle fasi iniziali sì, ricorrendo a fisioterapia, farmaci e infiltrazioni. Nelle forme avanzate, però, la protesi rimane la soluzione più efficace.
È un intervento adatto anche agli anziani?
Sì, è molto frequente nei pazienti anziani e permette spesso un grande miglioramento della qualità di vita.
Dopo quanto tempo si torna alla vita normale?
Indicativamente, per le attività quotidiane leggere bastano due-quattro settimane, mentre per un recupero più completo occorrono due-tre mesi.


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