Patologie della Spalla
Lussazione della Spalla
Chirurgia Mininvasiva Ecoguidata
Patologie della Spalla
Artroscopia

Che cos'è?
La lussazione gleno-omerale è la perdita completa dei rapporti articolari tra la testa dell’omero e la cavità glenoidea della scapola. Si distingue dalla sublussazione, dove il contatto articolare si mantiene parzialmente.
La spalla è l’articolazione più mobile del corpo umano, ma proprio per questo anche la più instabile. Questo la rende particolarmente vulnerabile a lussazioni, specialmente nei giovani e negli sportivi.
Chi colpisce
La lussazione di spalla è spesso conseguenza di un evento traumatico e può colpire sia giovani che anziani.
- Circa il 50% di tutte le lussazioni articolari interessa la spalla.
- Maggiore incidenza tra i 20 e i 30 anni, spesso traumatica
- Frequente anche nei pazienti >60 anni, spesso associata a lesioni della cuffia dei rotatori
- Il 90–95% dei casi è una lussazione anteriore
Perchè si verifica
La lussazione di spalla può essere anteriore o posteriore a seconda della direzione della fuoriuscita della testa omerale dalla cavità glenoidea. L’evento è spesso molto doloroso e riduce significativamente il movimento della spalla. La lussazione è una condizione che tende a recidivare sempre più frequentemente perché la capsula ed i legamenti tendono a rompersi ed allungarsi progressivamente a seguito degli episodi di recidiva.
Classificazione in base alla direzione
Anteriore
(antero-inferiore) più frequente. Spesso avviene con meccanismo in abduzione + extrarotazione (es. caduta con braccio aperto). Lesione tipica è la lesione di Bankart (distacco del labbro anteriore glenoideo)
Posteriore
rara (~2–5%): avviene per trauma diretto posteriore o convulsione. Puòtalvolta essere misconosciuta se non indagata bene con apposite proiezioni radiografiche
Inferiore
(lussazione erecta) – rarissima. Avviene con braccio bloccato sopra la testa
Multidirezionale
spesso atraumatica, legata a lassità congenita
Classificazione in base al tempo
Acuta
<3 settimane
Persistente
3–6 settimane
Cronica
>6 settimane
Classificazione in base alla recidiva
Prima lussazione
(traumatica)
Instabilità recidivante post-traumatica
Instabilità atraumatica
(lassità, microtraumi)
Instabilità inveterata / cronica
La lussazione anteriore è il tipo di lussazione più frequente. Avviene spesso per trauma forzato in abduzione ed extrarotazione. Porta alla rottura della capsula anteriore e al distacco del labbro glenoideo (lesione di Bankart), permettendo alla testa dell’omero di uscire dalla cavità glenoidea.
Spesso si associano:
• Lesione ossea anteriore della glena (bone loss) e distacco antero-inferiore del labbro glenoideo (lesione di Bankart)
• Lesione postero-superiore della testa omerale ( lesione di Hill-Sachs)
• Lesione della cuffia nei >50 anni
Sintomi
• Dolore acuto, improvviso
• Braccio tenuto immobile e abdotto
• Deformità visibile (“vuoto glenoideo”)
• Perdita dei normali profili anatomici della spalla
• Limitazione funzionale completa
• Talvolta parestesie (lesione nervo ascellare)
• Raramente: lesioni vascolari
In alcuni casi la lussazione può portare a lesioni nervose importanti come la lesione del nervo ascellare, del nervo sovrascapolare o del plesso brachiale. Lesioni nervose possono portare a paralisi dell’arto superiore che è bene indagare e inquadrare da subito con un medico specializzato in questo tipo di patologie.
Diagnosi
La lussazione di spalla può essere facilmente diagnosticata con un attento esame clinico. Una radiografia e una risonanza magnetica possono essere utili per escludere fratture e lesioni tendinee.
Dopo la fase acuta, quando la spalla è stata riposizionata nel sua normale sede anatomica, è possibile passare ad eventuali esami di secondo livello come:
1. Radiografie (antero-posteriori, assiali, Y-scapular): confermano tipo di lussazione e lesioni ossee associate (ad es. fratture del trochite o della testa omerale, della scapola ecc..)
2. Ecografia: utile per valutare la cuffia dei rotatori nei pazienti >50 anni
3. TC: per valutare bone loss glenoideo e Hill-Sachs (nei casi di lussazione recidivante)
4. RMN o Artro-RMN: fondamentale in caso di instabilità recidivante per valutare lesioni capsulo-labrali, SLAP, lesioni della cuffia dei rotatori
Trattamento conservativo
La lussazione acuta di spalla deve essere trattata quanto prima possibile con:
- Riduzione chiusa (manovre ortopediche):
- Sotto sedazione o anestesia locale la spalla viene tirata e riposizionata nella sua normale sede anatomica
- Tecniche: Hippocrate, Milch, Stimson, Kocher
- Successiva immobilizzazione con tutore
- Immobilizzazione:
- Tipicamente 2–3 settimane in intrarotazione
- Alcuni studi supportano immobilizzazione in extrarotazione (per miglior contatto capsulo-labrale)
- Riabilitazione:
- Mobilizzazione precoce
- Rinforzo della cuffia, deltoide, stabilizzatori scapolari
- Fisioterapia funzionale per prevenire recidive
La riduzione della lussazione consiste nel riportare la testa dell’omero nella sua normale posizione. Questa procedura può essere eseguita in anestesia locale oppure, se questa non riesce, in sedazione.
Generalmente, se per il paziente è il primo episodio, verrà immobilizzata la spalla con un tutore e poi iniziato un ciclo fisioterapico per recuperare un movimento completo di spalla con un successivo rinforzo muscolare. Nei casi di lussazioni recidivanti è consigliato ricorrere all’intervento chirurgico.
Trattamento chirurgico
L’intervento chirurgico per la lussazione di spalla ha lo scopo di:
- Prevenire le recidive
- Stabilizzare l’articolazione gleno-omerale
- Ripristinare la biomeccanica articolare
- Preservare la funzione e la mobilità
- Trattare eventuali lesioni associate (cuffia dei rotatori , fratture, difetti ossei)
Indicazioni chirurgiche:
- intervento precoce (soprattutto con lesione ossea)
- Instabilità recidivante post-traumatica (soprattutto nei giovani sportivi)
- Lesioni anatomiche documentate (es. Bankart, Hill-Sachs, glenoid bone loss)
- Fallimento della terapia conservativa
- Primo episodio traumatico in soggetti ad alto rischio (es. contatto sportivi)
- Lussazione + rottura massiva della cuffia dei rotatori (tipica nei >50 anni)
- Lussazione cronica inveterata
Tecniche chirurgiche:
Riparazione artroscopica del labbro glenoideo e dei legamenti (Bankart repair)
- Tecnica artroscopica mini-invasiva
- Reinsertimento del labbro glenoideo e dei legamenti con ancore riassorbibili
- Possibile associata a capsuloplastica con plicatura della capsula in accorciamento
- Vantaggi: mini-invasiva, preserva anatomia ossea, rapido recupero
- Svantaggi: maggiore rischio di recidiva in soggetti con sport overhead o lesioni ossee associate
Remplissage (in combinazione con Bankart repair)
- Tecnica artroscopica che consiste nel riempimento del difetto dell’osso omerale di Hill-Sachs con il tendine dell’infraspinato
- Rende il difetto osseo non più libero di entrare in conflitto con la glena
- Evita la lussazione durante l’extrarotazione
- Riduce il rischio di recidiva della semplice riparazione capsulolegamentosa
- Possibile lieve limitazione dell’extrarotazione
Procedura di Latarjet (open o artroscopica)
- Tecnica di trasposizione del processo coracoideo (con tendine congiunto) sulla glena anteriore con meccanismo stabilizzante triplo:
Riempimento del deficit osseo glenoideo
Rinforzo capsulare (capsulo-sutura al coracoide)
Effetto dinamico del tendine congiunto (“sling effect”) - Indicata nei casi di bone loss cioà nelle instabilità recidivanti dove la glena presenta un’alterazione del suo profilo osseo per usura traumatica
- Tecnica di trasposizione del processo coracoideo (con tendine congiunto) sulla glena anteriore con meccanismo stabilizzante triplo:
Protesi Inversa: negli anziani in cui è presente una rottura tendinea della cuffia dei rotatori
- Post-operatorio e riabilitazione:
Tutore per 3–4 settimane (variabile a seconda della tecnica)
Inizio della mobilizzazione passiva precoce
Mobilizzazione attiva dopo 4–6 settimane
Rinforzo muscolare progressivo a partire da 8 settimane
Ritorno allo sport: 3–6 mesi (in base al tipo di intervento) - Complicanze chirurgiche
Recidiva dell’instabilità (2-15%)
Infezione
Rigidità articolare
Lesione del nervo ascellare o muscolocutaneo
Non unione del coracoide (Latarjet)
- Post-operatorio e riabilitazione:
La scelta della tecnica chirurgica deve essere basata su una valutazione integrata:
- Età e profilo del paziente
- Tipo e numero di lussazioni
- Attività sportiva
- Presenza di lesioni ossee
- Lassità articolare o difetti muscolari
La personalizzazione del trattamento, unita all’esperienza del chirurgo, è cruciale per ottenere stabilità duratura, funzione ottimale e prevenzione delle recidive


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