Patologie della Spalla
Artrosi e Protesi della Spalla
Chirurgia Mininvasiva Ecoguidata
Patologie della Spalla
Artroscopia

Cosa sapere
L’artrosi è una patologia cronica in cui la cartilagine che riveste le ossa dell’articolazione si consuma, causando attrito tra le superfici ossee e compromettendo progressivamente la funzionalità dell’articolazione. Conoscere i sintomi, le cause e le opzioni terapeutiche e fondamentale per affrontare questa patologia con consapevolezza e fiducia.
Cos'è?
L’artrosi della spalla è una malattia degenerativa cronica che colpisce le articolazioni della spalla, in particolare la gleno-omerale (tra la testa dell’omero e la glena della scapola) e, meno frequentemente, l’acromion-claveare.
Purtroppo, una volta danneggiata, la cartilagine non si rigenera spontaneamente. Questo porta a dolore, rigidita e limitazione nei movimenti

Tipi di artrosi della spalla
- Artrosi gleno-omerale primaria
Senza causa apparente, legata all’eta, al consumo articolare e a predisposizione genetica. - Artrosi secondaria causata da:
- Traumi (lussazioni, fratture): danni e alterazioni della cartilagine possono nel tempo predisporre all’artrosi
- Artrite reumatoide o altre malattie infiammatorie: malattie che coinvolgono le articolazioni danneggiandole in modo prematuro
- Necrosi della testa omerale: una sorta di infarto della testa omerale
- Esiti di interventi chirurgici
- Rottura cronica massiva della cuffia dei rotatori → detta anche artropatia da cuffia (Artrosi eccentrica)
- Artrosi acromion-claveare
Piu frequente negli sportivi e nei lavori pesanti. Spesso asintomatica o con dolore localizzato sopra la spalla, a livello di quella sporgenza palpabile sopra la spalla.
Chi può esserne colpito?
L’artrosi colpisce prevalentemente persone sopra i 60 anni, ma può manifestarsi anche in età più giovane in seguito a traumi, fratture articolari, lussazioni o lesioni della cuffia dei rotatori. In alcuni casi può esserci una predisposizione familiare.
Quali sono i sintomi?
- Dolore alla spalla, soprattutto durante i movimenti
- Dolore notturno
- Rigidità articolare: difficoltà progressive ad alzare e ruotare il braccio
- Perdita di forza e difficoltà a svolgere semplici gesti come vestirsi, pettinarsi,
- Rumori articolari (scrosci, crepitii)
Come si diagnostica?
La diagnosi si basa su una visita ortopedica approfondita, durante la quale il medico valuterà la mobilità attiva e passive della spalla e la forza articolare.
Gli esami più utilizzati includono:
- Radiografie della spalla: mostrano riduzione dello spazio articolare, osteofiti, sclerosis subcondrale, alterazioni della posizione della testa omerale
- Ecografie: utile per valutare la cuffia dei rotatori
- Risonanza magnetica : fondamentale per valutare cuffia, cartilagine residua e alterazioni della testa omerale
- TAC nei casi complessi per approfondimenti dell’anatomia ossea e stabilire eventuali iter chirurgici
Quali terapie esistono?
Nei casi iniziali, il trattamento può essere conservativo e comprende:
- Fisioterapia mirata per mantenere mobilità e funzione
- Infiltrazioni ecoguidate di cortisone o acido ialuronico
- Farmaci antidolorifici o antinfiammatori
Il trattamento viene sempre personalizzato in base al dolore, al grado di limitazione e alle esigenze del paziente.
Nei casi avanzati, con dolore persistenza e limitazione costante dei movimenti della spalla è possibile ricorrere all’intervento chirurgico di impianto protesi di spalla

Cos’è la protesi di spalla?
La protesi di spalla è un intervento chirurgico che consiste nella sostituzione parziale o totale dell’articolazione della spalla con componenti artificiali in metallo e plastica. Serve a ridurre il dolore e a ripristinare la mobilità dell’articolazione in pazienti con gravi danni articolari.
Per quanto riguarda l’anatomia della spalla, dobbiamo sapere che l’articolazione gleno-omerale è una sfera e cavità:
- La testa dell’omero è la parte sferica
- La glena (parte della scapola) è la cavità
Nella protesi si possono sostituire:
- Solo la testa omerale (emiprotesi)
- Entrambe le componenti: testa omerale e glena (protesi totale)
- Le protesi totali possono avere configurazioni anatomiche o inverse, a seconda della lesione
Quando è indicata?
L’intervento è indicato quando il dolore e la limitazione funzionale non rispondono alle terapie conservative (farmaci, fisioterapia, infiltrazioni).
Le principali condizioni trattate sono:
- Artrosi della spalla (primaria o secondaria)
- Artrite reumatoide
- Lesioni massive irreparabili della cuffia dei rotatori (artropatia eccentrica da cuffia dei rotatori)
- Fratture complesse dell’omero prossimale
- Esiti di fratture mal consolidate
- Necrosi della testa omerale
- Esiti di interventi precedenti falliti
Tipi di protesi di spalla
- Protesi anatomica
Riproduce la normale anatomia della spalla. Indicata in pazienti giovani quando i tendini della cuffia dei rotatori sono integri o riparabili. Utilizzata soprattutto per artrosi primaria - Protesi inversa (reverse)
Inverte la normale conformazione dell’articolazione: la sfera e sulla scapola e la coppa sull’omero. E usata in pazienti con lesioni irreparabili della cuffia dei rotatori. Consente il movimento sfruttando il muscolo deltoide, senza bisogno della cuffia dei rotatori. Ideale per artropatie da cuffia dei rotatori lesionata, reinterventi e gravi fratture negli anziani. - Protesi emisferica o parziale (emiprotesi)
Sostituisce solo la testa omerale. Meno comune, usata in casi selezionati (es. pazienti giovani con fratture). - Protesi di rivestimento (resurfacing)
Tecnica conservativa per pazienti giovani, poco utilizzata ma con indicazioni precise
Come si svolge l’intervento?
- Dura in genere 1–2 ore.
- Puo essere eseguito in anestesia generale e/o loco-regionale.
- L’accesso chirurgico piu comune e l’anteriore (delto-pettorale), per cui viene eseguito un taglio nella parte anteriore della spalla
- Dopo la rimozione delle componenti danneggiate, si impiantano le componenti protesiche (componente omerale e glenoidea).
- Il paziente resta in ospedale per circa 2-3 giorni.
Risultati attesi
- Riduzione significativa del dolore (fino a scomparsa)
- Miglioramento della mobilità e della funzionalità della spalla (in base al tipo di lesione e mobilità preesistente)
- Miglioramento della forza e della funzione quotidiana
- Alto grado di soddisfazione del paziente
- Lunga durata: circa 15–20 anni, variabile in base a tipo di protesi, uso e qualità ossea
Riabilitazione e recupero
- Immobilizzazione iniziale con tutore (2 settimane)
- Fisioterapia personalizzata per recuperare forza, mobilità e coordinazione. Si iniziano esercizi di mobilizzazione passiva e poi attiva-assistita già nei primi giorni
- Ritorno alle attività quotidiane: 3 settimane
- Ritorno a guida: 4 settimane
- Attività leggere: 2 settimane
- Sport: dopo 3–6 mesi (escludendo sport traumatici)
Una fisioterapia ben condotta è fondamentale per il successo dell’intervento.
Complicanze possibili
Anche se rare in centri specializzati (5–10%), possono includere:
- Infezione post-operatoria (1-2%)
- Lussazione della protesi
- Lesioni nervose o del deltoide
- Mobilizzazione o usura precoce delle componenti
- Fratture periprotesiche (a seguito di cadute)
- Rigidità post-operatoria per aderenze da scarsa fisioterapia
La scelta accurata del tipo di protesi, la tecnica chirurgica esperta e un buon protocollo riabilitativo riducono drasticamente i rischi.
Quando è il momento giusto per l’intervento?
- Dolore continuo, non controllabile con farmaci
- Limitazione significativa della vita quotidiana (vestirsi, guidare, lavorare)
- Rigidità crescente
- Fallimento della fisioterapia e delle infiltrazioni
- Fratture complesse o condizioni acute gravi

