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Che cos’è la rizoartrosi?
La rizoartrosi è una forma di artrosi che colpisce l’articolazione trapezio–metacarpale, situata alla base del pollice.
Si tratta di una condizione molto frequente, soprattutto nelle donne sopra i 50 anni, ma può interessare anche uomini o persone più giovani, ma predisposte.
Questa articolazione è fondamentale per i movimenti di presa e opposizione del pollice, necessari per afferrare oggetti, aprire barattoli o compiere gesti di precisione. Quando si consuma la cartilagine che riveste le superfici articolari, le ossa sfregano tra loro provocando dolore e perdita di funzionalità. Nei casi più avanzati si ha riduzione del movimento, gonfiore e deformazione del pollice

Perchè si verifica?
La rizoartrosi è l’artrosi della base del pollice tra tre ossicini: il metacarpo, il trapezio e lo scafoide. Esistono due principali forme di rizoartrosi:
- Primaria: è la più comune e dipende dall’usura progressiva della cartilagine, spesso favorita da microtraumi ripetuti oppure da lassità legamentosa.
- Secondaria: compare in seguito a fratture o traumi della base del pollice che alterano i rapporti articolari, accelerando il processo degenerativo.
Sintomi
Il dolore alla base del pollice è il sintomo principale. Inizialmente compare durante attività come:
- Svitare barattoli e bottiglie
- Girare una chiave
- Aprire la maniglia di una porta
- Scrivere, cucire, usare forbici o smartphone
Inizialmente il dolore compare a fasi alterne, ma con il tempo può diventare continuo e costante accompagnandosi a:
- Perdita di forza nella presa, spesso a causa del dolore
- Rigidità articolare
- Deformità progressiva con una protuberanza alla base del pollice (tipica è la “deformità a Z” del pollice nei casi avanzati)

Esame clinico
Durante la visita, il medico valuta:
- Gonfiore e dolore alla palpazione della base del pollice
- Axial Grind Test: spingendo il pollice lungo il suo asse e ruotandolo si evoca dolore e scrosci articolari
- Test di riduzione: la pressione alla base del pollice provoca dolore tipico
Questi test aiutano a distinguere la rizoartrosi da altre cause di dolore, come tendiniti o sindromi canalicolari. Talvolta, la rizoartrosi viene confusa con una Sindrome di De Quervain. L’esame clinico e alcuni esami diagnostici aiuteranno a chiarire la diagnosi differenziale.
Esame diagnostici
Le radiografie del pollice, eseguite in proiezioni dedicate, mostrano:
- Grado di riduzione dello spazio articolare (correlato all’usura cartilaginea)
- Presenza di osteofiti (speroni ossei)
- Eventuali sublussazioni o coinvolgimento di altre articolazioni vicine
La radiografia è utile anche per classificare la gravità della rizoartrosi (es. classificazione di Eaton-Littler), utile per orientare il trattamento.
Trattamento conservativo
Nelle fasi iniziali si privilegia un trattamento non chirurgico, che può dare ottimi risultati nel controllo del dolore e nel mantenimento della funzionalità. Comprende:
- Modifica delle attività: evitare movimenti ripetitivi o dolorosi
- Antidolorifici e antinfiammatori (per brevi periodi)
- Tutori su misura confezionati da un terapista della mano:
- Tutore notturno per immobilizzare l’articolazione a riposo
- Tutore diurno funzionale, che permette di usare la mano proteggendo l’articolazione
- Fisioterapia mirata con esercizi di stabilizzazione muscolare e rinforzo della muscolatura intrinseca
- Infiltrazioni intra-articolari con cortisone o acido ialuronico per ridurre l’infiammazione e il dolore
Se queste misure vengono intraprese precocemente, possono ritardare o evitare la necessità di un intervento chirurgico.
Trattamento chirurgico
Quando la sintomatologia è importante e persistente nonostante il trattamento conservativo, si può ricorrere alla chirurgia.
L’obiettivo è eliminare il contatto doloroso tra le ossa, ridurre l’attrito e ripristinare la funzionalità.
Le principali tecniche chirurgiche includono:
- Trapeziectomia: rimozione dell’osso trapezio, lasciando che lo spazio venga riempito da tessuto cicatriziale. È un intervento consolidato, con buoni risultati a lungo termine. Scopri cos’è la trapeziectomia.
- Artroplastica in sospensione/interposizione: oltre alla rimozione del trapezio, si utilizza una porzione di tendine vicino per riempire lo spazio e stabilizzare la base del metacarpo, impedendo il collasso del metacarpo sullo scadoide.
- Artrodesi: fusione del trapezio con il metacarpo per creare un’articolazione stabile ma non mobile. Indicato in pazienti selezionati.
- Protesi articolare: inserimento di una protesi artificiale per preservare la mobilità. Richiede una selezione accurata dei pazienti, permette un più rapido recupero e uso della mano.
La scelta dipende da età, esigenze funzionali, gravità dell’artrosi e caratteristiche anatomiche.
Qualunque sia il tipo di intervento scelto, questo può essere eseguito in anestesia locoregionale (cioè dell’intero arto) oppure locale, del solo sito pollice.

Decorso post-operatorio e riabilitazione
Dopo l’intervento:
- Si applica un tutore o gesso per alcune settimane
- Si avvia un programma di riabilitazione progressiva con il terapista della mano per recuperare mobilità e forza
- Il recupero completo richiede in media 2–3 mesi, ma può variare in base al tipo di intervento (la protesi ha tempi di recupero minori rispetto all’artroplastica)
La maggior parte dei pazienti ottiene una riduzione significativa del dolore e un buon recupero della funzionalità.
Conclusioni
La rizoartrosi è una patologia comune ma oggi ben conosciuta e curabile. Un approccio personalizzato — che parte dal trattamento conservativo e, se necessario, arriva alla chirurgia — permette nella maggior parte dei casi di tornare a svolgere le attività quotidiane con meno dolore e maggiore libertà.
Domande frequenti (FAQ)
Chi è più colpito?
È più frequente nelle donne, dopo i cinquant’anni e in chi usa molto le mani.
È una patologia che peggiora nel tempo?
Sì, tende a essere progressiva se non trattata.
Come si fa la diagnosi?
Si basa sulla visita specialistica e sulla radiografia.
Quali sono i trattamenti non chirurgici?
Nelle fasi iniziali si ricorre a tutore, fisioterapia, farmaci e infiltrazioni.
Le infiltrazioni sono utili?
Sì, possono ridurre il dolore, ma l’effetto può essere temporaneo e non fermano la progressione della malattia.
Quando è necessario operare?
Quando il dolore è persistente, la funzione della mano è compromessa o i trattamenti conservativi non funzionano.
In cosa consiste l'intervento?
Esistono diverse tecniche, tra cui la trapeziectomia (rimozione dell’osso trapezio), le ricostruzioni legamentose e le protesi. La scelta dipende dal paziente.
Ci sono trattamenti ecoguidati per la rizoartrosi?
Sì, soprattutto nelle fasi iniziali o intermedie.
Qual è il vantaggio delle infiltrazioni ecoguidate?
L’ecografia permette di inserire l’ago con estrema precisione nell’articolazione, aumentare l’efficacia del trattamento e ridurre il rischio di errori.
I trattamenti ecoguidati possono evitare l'intervento?
In alcuni casi sì, soprattutto nelle fasi iniziali e nei pazienti selezionati. Nelle forme avanzate, però, la chirurgia resta la soluzione più efficace.
Quanto dura il recupero dopo l'intervento?
Dipende dalla tecnica: il recupero iniziale richiede alcune settimane, quello completo alcuni mesi.
Si recupera completamente?
L’obiettivo è eliminare o ridurre il dolore e migliorare la funzione. I risultati sono generalmente molto buoni.Si
Cos'è l'artroplastica in sospensione?
È un intervento in cui si rimuove l’osso trapezio e si utilizza un tendine per stabilizzare il pollice, con l’obiettivo di eliminare il dolore e mantenere una buona funzione.
Cos'è la protesi trapezio-metacarpale?
È un intervento in cui si sostituisce l’articolazione con una protesi artificiale che riproduce il movimento naturale del pollice.
Qual è la differenza tra artroplastica in sospensione e protesi?
L’artroplastica in sospensione è una tecnica più tradizionale e consolidata, molto affidabile nel tempo, con tempi di recupero più lunghi e una buona forza ma un movimento meno naturale.
La protesi trapezio-metacarpale è una tecnica più moderna, con recupero più rapido, movimento più naturale, migliore recupero della forza nelle fasi iniziali e la capacità di correggere eventuali deformità del pollice.
Qual è la tecnica migliore?
Non esiste una tecnica migliore in assoluto. La scelta dipende dall’età del paziente, dal livello di attività, dalla qualità dell’osso e dall’esperienza del chirurgo.
La protesi è sempre la scelta migliore?
No. È molto valida, ma non è indicata in tutti i pazienti e richiede una corretta selezione.
L'artroplastica è ancora una buona soluzione?
Sì, è molto affidabile, con risultati stabili nel tempo, e ancora oggi una delle tecniche più utilizzate.
Quale intervento ha un recupero più veloce?
In generale la protesi garantisce un recupero più rapido, mentre l’artroplastica prevede un percorso più graduale.
I risultati nel lungo termine sono diversi?
Entrambe le tecniche danno buoni risultati: l’artroplastica offre grande affidabilità nel tempo, mentre la protesi garantisce ottimi risultati funzionali ma richiede un follow-up nel tempo.
Come scegliere l'intervento giusto?
È fondamentale una valutazione specialistica personalizzata, che tenga conto delle esigenze del paziente, del tipo di lavoro, delle aspettative e dell’esperienza del chirurgo.
Meglio protesi o intervento tradizionale (artroplastica in sospensione)?
Non esiste una risposta uguale per tutti: la scelta dipende dal singolo paziente. L’artroplastica in sospensione è spesso preferita quando si cerca una soluzione molto affidabile nel tempo, il paziente svolge lavori manuali pesanti o la qualità dell’osso non è ideale: offre risultati stabili nel lungo periodo e un basso rischio di complicanze protesiche, ma comporta un recupero più lento e un movimento meno naturale nelle fasi iniziali. La protesi trapezio-metacarpale è invece spesso indicata quando si desidera un recupero più rapido, si vuole mantenere un movimento più naturale e il paziente ha buone condizioni ossee: garantisce migliore mobilità precoce e una sensazione più naturale del movimento, ma non è adatta a tutti i pazienti, richiede esperienza chirurgica specifica e necessita di controlli nel tempo.












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