Esame clinico delle paralisi del nervo radiale
La paralisi del nervo radiale provoca paralisi del tricipite, del muscolo supinatore e del brachioradiale, nonché paralisi degli estensori del polso, del pollice e delle dita (in particolare delle falangi prossimali).
Paralisi dell’estensione di gomito
La paralisi del tricipite è poco comune, perché il sito del trauma è solitamente distale rispetto ai rami che innervano questo muscolo. Pertanto, la paralisi del tricipite si osserva generalmente in lesioni più prossimali, comprese le lesioni del plesso brachiale o del midollo spinale. Tipiche sono le associazioni delle paralisi alte del nervo radiale con le paralisi del nervo ascellare (che indicano una lesione della corda posteriore del plesso brachiale).
Poiché la gravità consente l’estensione del gomito, il deficit di estensione può essere messo in evidenza solo contro resistenza o contro gravità: per esempio mettendo la mano del paziente dietro la testa e chiedendogli di eseguire un’estensione di gomito contro gravità.
Nella paralisi del muscolo supinatore, la perdita della supinazione viene compensata dal bicipite e dai movimenti della spalla. Analogamente, la paralisi del brachioradiale, che è essenzialmente un flessore del gomito, viene compensata dal bicipite.
Paralisi dell’estensione di polso
L’estensione del polso dipende da tre muscoli: l’estensore radiale lungo del carpo (ECRL), l’estensore radiale breve del carpo (ECRB) e l’estensore ulnare del carpo (ECU)
L’ECRL, che si inserisce alla base del secondo metacarpo, estende il polso e lo porta in deviazione radiale. L’ECRB si inserisce alla base del terzo metacarpo; questa posizione più mediale lo rende il principale estensore del polso, ma contribuisce anch’esso alla deviazione radiale. L’ECU si inserisce alla base del quinto metacarpo e svolge un’azione di ulnarizzazione che bilancia il polso in estensione: ECRL e ECRB radializzano, mentre ECU ulnarizza il polso. La combinazione delle due forze permette l’estensione e la centralizzazione del polso in deviazione radiale e ulnare.
Inoltre, il tendine dell’ECU ruota attorno alla testa dell’ulna: quando l’avambraccio è in pronazione, il suo tendine è situato sul lato ulnare del processo stiloideo; mentre in supinazione si trova sul lato radiale, in posizione dorsale, più vicino al radio Pertanto, l’ECU agisce come estensore del polso in supinazione e provoca principalmente la deviazione ulnare del polso in pronazione.
È comune considerare l’ECRB e l’ECRL come muscoli simili, ma in realtà differiscono sotto molti aspetti. L’ECRL origina dalla cresta sopracondiloidea dell’omero, circa 4–5 cm prossimalmente all’epicondilo. Esso partecipa alla flessione del gomito e perde una parte della sua azione sul polso quando il gomito è flesso. Al contrario, l’ECRB origina dall’epicondilo e non è influenzato dalla posizione del gomito: tutta la sua azione si esercita sul polso. L’ECRB è l’estensore del polso più efficace
I pazienti che presentano una lesione del nervo radiale all’avambraccio mantengono comunque una valida estensione di polso, proprio perché ECRL (insieme al brachioradiale) è innervato prossimalmente al gomito, da un ramo nervoso che si stacca dal nervo radiale prima dell’epicondilo.
La perdita dell’estensione attiva del polso ha gravi ripercussioni sull’azione dei muscoli estrinseci della mano: l’azione dei flessori del pollice e delle dita è normalmente potenziata dall’estensione del polso e, pertanto, la paralisi degli estensori del polso comporta una grande perdita della forza di presa. In alcuni casi questa può rappresentare la sequela più grave di queste paralisi. La flessione permanente del polso esercita tensione sui tendini estensori delle dita, determinando un’estensione passiva delle articolazioni metacarpofalangee (MF) delle dita. In estensione, i legamenti collaterali laterali di queste articolazioni si retraggono; pertanto, paradossalmente, una delle complicanze più comuni di una paralisi radiale non adeguatamente controllata è una retrazione in estensione delle articolazioni MF.
Paralisi dei muscoli estensori delle dita
I muscoli estensori delle dita innervati dal nervo radiale sono l’estensore comune delle dita (extensor digitorum communis, EDC), l’estensore proprio dell’indice (extensor indicis proprius, EIP) e l’estensore del dito mignolo (extensor digiti minimi, EDM).
Il tendine estensore comune delle dita, EDC, estende l’articolazione metacarpofalangea delle dita lunghe agendo sulla base delle falangi prossimali, ma non è in grado di estendere completamente le falangi distali. L’estensione delle falangi prossimali e distali delle dita è assicurata dai muscoli intrinseci.
La valutazione dell’estensione delle dita deve essere eseguita a polso esteso per annullare l’effetto tenodesi e l’attività intrinseca delle articolazioni interfalangee. A polso flesso le MF e IF delle dita vanno in estensione per effetto tenodesi che può far cadere in inganno l’esaminatore inesperto. Estendendo il polso è possibile valutare con precisione l’estensione delle MF e quindi evidenziare un’eventuale paralisi di EDC.
Paralisi dei muscoli estensori del pollice
Questi muscoli comprendono l’estensore lungo del pollice (EPL), l’estensore breve del pollice (EPB) e l’abduttore lungo del pollice (APL) (Figura 10.4). È importante ricordare che:
Il paziente con paralisi del nervo radiale presenta una paralisi di questi muscoli. Il paziente perderà la funzione di estensione, di abduzione e retroposizione del pollice.

