Patologie del polso
Sindrome o Morbo di De Quervain
Chirurgia Mininvasiva Ecoguidata
Patologie della Spalla
Artroscopia

Cos’è?
La sindrome di De Quervain è una infiammazione dei tendini che muovono il pollice, localizzati sul lato esterno del polso (verso il pollice).
È una forma di tenosinovite stenosante: i tendini scorrono con difficoltà nel loro canale, causando dolore e limitazione funzionale.
Tale patologia viene anche chiamata: Tenosinovite di De Quervain o Tenosinovite del primo compartimento estensore del polso.
Chi colpisce?
Colpisce principalmente gli adulti ed è leggermente più frequente nelle donne tra 30-55 anni:
Perchè si verifica?
I tendini della mano scorrono attraverso piccoli tunnel situati sul dorso del polso. Lo spazio all’interno di questi tunnel è limitato e lubrificato. Quando si sviluppa un’infiammazione, i tendini possono irritarsi, aumentando l’attrito con il tunnel stesso e creando dolore.
La sindrome di De Quervain è un’infiammazione dei tendini del primo compartimento estensore del polso, situato alla base del pollice. I tendini coinvolti sono abduttore lungo del pollice ed estensore breve del pollice. Quando questi si infiammano all’interno del tunnel, il movimento del pollice e del polso diventano dolorosi.

Sintomi
Dolore localizzato alla base del pollice, sul dorso del polso, con irradiazione verso l’avambraccio e verso l’apice del pollice (lungo il decorso dei tendini)
Il dolore peggiora con i movimenti del pollice e del polso (come afferrare oggetti, stringere, ruotare il polso o sollevare un bambino). Possibile “scricchiolio” palpabile o udibile. Talvolta è presente un “bozzolino”, una sporgenza dura ed in rilievo del tunnel fibroso laterale al polso.
Esame clinico
Stringere il pollice nel palmo e piegare il polso verso il basso provoca dolore nella zona interessata. Questo è il cosiddetto test di Finkelstein, tipico della sindrome. La positività a questo test è già sufficiente per porre diagnosti di Sindrome di De Quervain.
Nella maggior parte dei casi la diagnosi è semplice, grazie all’anamnesi e all’esame clinico. Non sono necessari esami strumentali particolari, ma un’ecografia può evidenziare la presenza di liquido anomalo, ispessimento o infiammazione dei tendini, confermando la diagnosi.
Trattamento conservativo
- Riposo funzionale.
- Tutore e fisioterapia: possono essere molto utili nelle fasi iniziali, senza eccessivo dolore.
- Infiltrazione ecoguidata di corticosteroidi: a basso dosaggio, può ridurre l’infiammazione e lubrificare la guaina tendinea, risolvendo spesso il problema. L’unico rischio è la possibilità di ridurre la pigmentazione cutanea a livello locale dove viene eseguita l’infiltrazione.
Ripetere troppe infiltrazioni può però causare effetti indesiderati sulla pelle (atrofia del grasso sottocutaneo o alterazioni della pigmentazione). Per questo, se una o due infiltrazioni ravvicinate non funzionano, è consigliabile passare all’intervento chirurgico.
Trattamento chirurgico
L’intervento si esegue in regime ambulatoriale, attraverso una semplice anestesia locale, con una piccola incisione trasversale di circa 2 cm.
Il chirurgo apre il tunnel fibroso per permettere ai tendini abduttore lungo ed estensore breve del pollice di muoversi liberamente. In alcuni casi è necessario rimuovere compartimenti secondari, cioè piccoli setti fibrosi che sedimentano e riducono lo spazio all’interno del canale di scorrimento dei tendini.
La cute viene suturata con punti riassorbibili, che non devono essere rimossi, e viene applicata una semplice medicazione.
Riabilitazione post-operatoria
Nella quasi totalità dei casi la risoluzione è definitiva.
Per i primi 5 giorni dopo l’intervento c’è da mantenere la mano sollevata per ridurre il gonfiore ed impegnarsi sin dal primo giorno a
muovere delicatamente le dita. Alcuni accorgimenti sono chiaramente importanti come evitare di sollevare o afferrare oggetti pesanti per 2 settimane.
Le suture si riassorbono in circa 2 settimane ed il miglioramento dei sintomi è generalmente rapido, ma il risultato finale si ottiene entro alcune settimane. Talvolta può essere utilizzata una piccola stecca o tutore di polso da tenere per 10 giorni. La ferita va mantenuta asciutta e coperta per circa 15 giorni.

